“Sognando…un papà in gioco”

“Sognando…un papà in gioco”

papa

Il racconto tratto dall’esperienza diretta di un “Papà in gioco”

“Papà in gioco” è un progetto realizzato nel comune di Pino torinese nell’ambito di “Altrotempo ZeroSei”, azione del Programma ZeroSei promosso dalla Compagnia di San Paolo. Il progetto prevede lo sviluppo di attività sul tema della prima infanzia rivolte alle famiglie del territorio, con particolare riferimento ai papà, che, grazie a questa iniziativa, hanno la possibilità di svolgere attività coi loro bimbi, mettendosi in gioco attraverso laboratori ludico creativi, gite, momenti di aggregazione e confronto insieme ad altri papà con bambini nella stessa fascia d’età.

Il testo che vi presentiamo è scritto da uno di loro e parola dopo parola ci offre l’opportunità di vivere la loro esperienza.

Sognando un papà in gioco

Come ogni sera rincasai tardi, mi sfilai scarpe e cravatta e mi sedetti sul divano, spossato dal troppo lavoro. I bambini erano delusi dal mio ritardo, ma ugualmente mi assalirono con il loro fare giocoso e, tirandomi ognuno da una mano, mi dissero: “Papà, dove sei stato? Ora che sei tornato, portaci con te!”.

Dopo aver cucinato insieme dei biscotti per merenda e costruito delle candele con la cera delle nostre api, fummo pronti a partire: decidemmo di fare una gita nei boschi della collina, ma non potevamo raggiungerla perché non avevamo un’auto. Ne costruimmo una noi: da corsa, bellissima e velocissima. Guidammo insieme sulla strada tortuosa, ma ci perdemmo. Per fortuna incontrammo un simpatico Re che ci fece notare la grande chiesa sulla cima più alta: “Sono stato io a costruirla, ben trecento anni fa” – ci disse – “Venite con me a scoprirne le meraviglie!”. Entrammo in silenzio, ma subito la chiesa si riempì di luce e si trasformò in un favoloso teatro, ornato di porpora e viola ed illuminato da mille bolle dorate; al suo interno un’orchestra stava suonando una melodia dolce e gioiosa. Rapiti, iniziammo a danzare quella musica fantastica che, vibrando tutto intorno, iniziò ad attirare verso il teatro alcuni animali selvatici. Avevano uno sguardo impaurito, ma una volta giunti fino a noi iniziarono a parlarci fiduciosi. Ci chiedevano aiuto perché qualcuno aveva inquinato il bosco e loro non sapevano dove rifugiarsi. Li aiutammo a pulire tutto, riciclando quanto potevamo e così quelli, con gratitudine, ci invitarono a seguirli nelle loro terre e cominciarono a svelarci i loro segreti. Scrutammo insieme il cielo tra le fronde degli alberi e ci mostrarono la danza del sole e della luna; ci insegnarono la grande giostra delle stagioni e tutte le magie della natura. Oltrepassato il bosco giungemmo in una radura, la loro casa, al centro della quale montammo la tenda e posammo i sacchi a pelo, la nostra casa. Era notte, ma c’erano le stelle. Era notte, e non avevamo paura. “Che bello il mondo!”, dissero ancora i bambini prima di addormentarsi con stampato sul volto il sorriso fiero di chi ha fatto una scoperta, di chi capisce di essere cresciuto, di chi ha vissuto dei momenti memorabili.

Quando mi svegliai i bambini si erano già intrufolati tra di noi, sotto le lenzuola del lettone e mi stavano saltando addosso gioiosamente. A un tratto, con aria complice, mi chiesero: “Papà, è sabato mattina e la mamma dorme ancora: a che avventura giochiamo oggi?”

Romolo La Bella (papà di “Papà in gioco” di Altrotempo ZeroSei)

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